giovedì 13 settembre 2007

Pastasciutta? oggi no...



Oggi è il 13 settembre e come saprete è il giorno del "fioretto" contro i rincari... Oggi è il giorno dello Sciopero della pastasciutta!
Ma prima di lanciarmi nel solito acido monologo, suscitato da certe manifestazioni, ecco alcune fonti:

Articolo del 10 settembre direttamente dal sito della Repubblica:
"Protesta simbolica indetta da Adusbef, Codacons, Adoc e Federconsumatori"Quest'anno le famiglie a causa dei rincari spenderanno oltre 1000 euro in più"
Il 13 sciopero della pastasciuttacontro "le speculazioni sui prezzi"
Le colpe della filiera: "Un chilo d'uva al produttore viene pagata 0,35 centesimima viene venduta al consumatore finale anche a oltre due euro"di ROSARIA AMATO

ROMA - Una giornata di "sciopero della pastasciutta" per protestare contro l'aumento eccessivo di prezzi dei beni di consumo, a cominciare da quelli di prima necessità. La protesta è stata indetta per giovedì 13 setttembre dalle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. "C'è stata una vera e propria speculazione - denuncia il presidente dell'Adusbef Elio Lannutti - quest'anno le famiglie spenderanno per consumi 1098 euro in più rispetto al 2006. E' aumentato tutto, eccetto i farmaci e la comunicazione". Ma perché proprio uno sciopero della pastasciutta? "E' un nostro piatto tipico - spiega il presidente dell'Adoc Carlo Pileri - e sappiamo come è difficile rinunciarvi. E' un fioretto collettivo quello che chiediamo agli italiani, per sottolineare che la situazione è grave". Rinunciare un giorno alla pastasciutta e quindi all'acquisto degli ingredienti che servono per prepararla serve infatti a mettere l'accento sul fatto che "la stangata", come la definiscono le associazioni consumeristiche, si è abbattuta proprio sui beni maggiormente necessari, quelli alle quali le famiglie non possono rinunciare e che costituiscono una grossa fetta della spesa dei nuclei a basso reddito (e che al contrario diventano una percentuale poco significativa della spesa dei nuclei più abbienti).

Dalle rilevazioni Istat risulta che a luglio l'incremento dei generi alimentari è stato del 2,5 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. I prodotti freschi ad agosto hanno avuto una crescita media del 3 per cento, con delle punte di molto superiori: la crescita tendenziale dei prezzi della frutta nello stesso mese è intorno al 6 per cento. Il pane ha registrato un aumento su base annua del 4 per cento. Considerando i prezzi assoluti, ecco alcune cifre fornite dalle associazioni di consumatori: l'anno scorso un chilogramma di farina costava 0,80 centesimi, mentre oggi costa 0,89 centesimi; un chilo di penne è passato da 0,90 centesimi a 1,10 centesimi, mentre un chilo di pane da 2,10 euro a 2,46 euro; un chilo di spaghetti è salito a 1,14 euro, rispetto ai 90 centesimi del 2006; i crackers costano oggi 2,10, mentre l'anno scorso costavano 1,90 euro. Questi aumenti, denunciano le associazioni dei consumatori, vanno solo a vantaggio dei commercianti, l'ultimo anello della filiera: i produttori sono sempre più in difficoltà. "Gli agricoltori della Puglia, la terra del ministro De Castro - dice Lannutti - per produrre un chilo di uva da tavola spendono 50 centesimi al chilo, mentre riescono a farsela pagare 35 centesimi dai grossisti. Al consumatore finale però lo stesso chilo d'uva viene venduto per due euro, anche di più. Stessa cosa con i pomodorini, che partono da 15-20 centesimi per arrivare a 1,50-due euro". Che nel sistema ci siano delle anomalie è stato in parte riconosciuto dallo stesso governo, che ha accettato di ricevere le associazioni dei consumatori il 12 settembre e ha annunciato per le prossime settimane una serie di incontri con gli operatori della filiera alimentare sul tema dei rincari. Anche la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) ha scelto la via della protesta, promuovendo una raccolta di firme per una petizione popolare rivolta al presidente del Consiglio Romano Prodi per l'introduzione obbligatoria dei cartellini di vendita trasparenti sui prodotti alimentari, che indichino il prezzo all'origine oltre a quello finale. E la Coldiretti, mostrando apprezzamento per la protesta delle associazioni dei consumatori, spiega come "il prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori sia oggi lo stesso del 1985 mentre da allora il divario dei prezzi tra grano e pane è aumentato di ben il 750 per cento
"."

Articolo da "FinanzaOnline.com" di oggi:
"Oggi va in scena lo sciopero della pastasciutta (e non solo)
Un bel piatto di pastasciutta fumante con un bel condimento all'italiana? Scordatevelo, almeno per oggi. Da giorni infatti le associazioni a tutela dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, con la partecipazione, per la prima volta, di Coldiretti, hanno indetto uno sciopero per il 13 settembre per protestare contro il caro vita e l'aumento generalizzato dei prezzi. E proprio pasta, spaghetti e maccheroni sono tra gli imputati numero uno, con l'accusa di avere fatto registrare aumento fino a 20 centesimi in più al chilogrammo.

La protesta, insomma, è contro la stangata su prezzi e tariffe che si è abbattuta sulle famiglie italiane in tutti i settori produttivi, ma soprattutto nei generi alimentari di prima necessità (pane, pasta, latte, verdure, caffè, ecc.), nei trasporti (treni dei pendolari, benzine, bollo auto, tariffe bus e metro, revisione auto e moto), nella scuola (costi dei libri con aumenti minimi del 5% e corredi scolastici che si sono impennati del 12%), nelle assicurazioni auto e moto (medie di +4,1% con punte del 10%). Nel complesso, le associazioni dei consumatori stimano per gli italiani un aumento di poco più di 700 euro che pesa sulla schiena delle famiglie a causa del rialzo dei prezzi di acqua, gas e luce, Rc Auto, trasporti pubblici, benzina e gasolio da riscaldamento, generi alimentari, libri scolastici e accessori per mandare i figli a scuola, bolli, revisione auto.

Non solo, ma Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, nel confermare lo sciopero della spesa per oggi, richiamano l'attenzione del Governo anche sul problema della sostenibilità dei mutui a tasso variabile "per impedire che tante famiglie (3,2 milioni), che hanno contratto mutui a tasso variabile, possano subire ulteriori stangate da 168 a 350 euro per l’arbitrario aumento e il vero e proprio abuso di mercato delle banche, leste ad aumentare i tassi Euribor sui prestiti" e, per contro, "distratte a trasferire gli analoghi aumenti sui depositi e libretti di risparmio, nonostante il decreto Bersani". Il decreto legge Bersani sulle liberalizzazioni, infatti, all'articolo 10 ("Condizioni contrattuali dei conti correnti bancari") impone alle banche che "le variazioni dipendenti da modifiche del tasso di riferimento" debbano essere apportate "contestualmente e in pari misura, sia sui tassi debitori sia su quelli creditori". Dunque, i ritocchi sui tassi devono essere fatti dalle banche sia all'insù sia all'ingiù.

E proprio il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, insieme con il ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro, ha preso parte a un incontro ieri con i rappresentati della grande distribuzione, per mettere nero su bianco un impegno sul contenimento dei prezzi. Dall'incontro è emerso che almeno fino alla fine di quest'anno i prezzi dei beni alimentari saranno contenuti entro l’inflazione, mentre la guardia di Finanza vigilerà attentamente per evitare ogni forma di speculazione. Qualche giorno fa Coldiretti ha messo in evidenza che ci sarebbe proprio il problema della speculazione dietro l'impennata del prezzo di un bene di prima necessità come il pane. Basti pensare che nel 1985 il prezzo del grano si attestava a 23 centesimi al chilogrammo, mentre quello del pane stazionava a 52 centesimi. Oggi invece un chilo di grano è venduto al prezzo di circa 22 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,7 euro al chilo, arrivando tuttavia fino ai 5 euro e anche più per quelli più elaborati.
"

... Scusate tanto ma io certe cose non le capisco... Aspettate...prima di lanciarmi i pomodori, lasciate che vi spieghi! Io sono stata cresciuta in un ambiente liberale e, se vogliamo, anche dalle tinte rosse. So bene qual'è il valore dello Sciopero, guai se non ci fosse! Ma ho anche imparato che dietro ad alcuni scioperi c'è la strumentalizzazione... Ora, non voglio dire che dietro a questa iniziativa c'è qualche disegno politico... solo una GRAN PRESA PER IL CULO! Perchè dico questo? Partiamo dal presupposto che tante delle casalinghe in questione non faranno il suddetto sciopero e poi...servirà davvero a qualcosa? A parte alla solita e patetica passerella politica (si perchè mentre voi oggi rinunciate al vostro piatto di pasta Mastella, uno a caso, si è fatto un pò di propaganda elettorale fuori stagione). No, guardate, questa cosa non mi sembra molto giusta.... l'italiano medio deve rinunciare per l'ennesima volta e chi invece dovrebbe farlo si scansa per l'ennesima volta, ovvero è tutto come al solito! Spero di sbagliarmi, spero che serva a far capire a chi comanda che il cittadino medio non riesce a campare, spero in una forte adesione....ma ho dei seri dubbi in proposito!
Ditemi la vostra...

5 commenti:

Kurai ha detto...

Bè, prima di leggerlo sul tuo blog non avevo idea che ci fosse uno sciopero simile... oggi!
Non so, credo che una sola giornata incida ben poco, considerando che magari uno non si compra pasta e condimento giorno per giorno ma ce l'ha già in casa.. intendo dire che la pasta non è una cosa che si compra ogni santo giorno,no?!
(ragionamento da cui non si capisce cosa volevo dire... pardon!)

Rossella Bisazza ha detto...

si hai ragione! a dire il vero lo sciopero doveva essere della spesa in generale... generi alimentari tutti insomma... La pasta è come la "mascotte" perchè è il cibo più consumato in Italia... un giorno incide poco...ma (secondo me) se fossero anche più giorni dubito serva a qualcosa...
smack

L'oracolo ha detto...

Non ti si può dare torto.

Questa manifestazione, come altre analoghe, non ha alcun significato.

Cosa vorremmo dimostrare? Che se non si abbassano i prezzi non compriamo più pasta e generi di prima necessità? Suvvia...

Come spesso accade (e si è visto negli ultimi giorni) si preferisce fare semplicemente baccano - e non nelle giuste sedi, ma con il vicino di casa o al bar o in piazza - criticando, ma senza proporre valide alternative.

Rossella Bisazza ha detto...

e più facciamo così e più il mondo va a ramengo... ma si, chi se ne frega...

Supergirl ha detto...

nessuno potrà mai cambiare nulla...perchè quelli che vengono al governo cercano di prendersi il più che possono...e tutti uguali sn,,,,a loro che gliene frega delle CASALINGHE??ma perfavore,dai.....

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