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giovedì 30 aprile 2009

Lo zen e il manga. Arte contemporanea giapponese.


Ecco, se devo dipendere da un testo, sarà questo!
ho trovato la mia Bibbia, quella vera, quella utile

Lo zen e il manga. Arte contemporanea giapponese di Fabriano Fabbri, edito da Mondadori.

mercoledì 18 giugno 2008

di nuovo esami

Giove, Nettuno e Plutone (soffitto Distilleria, Casino Ludovisi) - Michelangelo Merisi da Caravaggio (1597)... un inno all'opus alchemicum



Transverberazione di Santa Teresa d'Avila (cappella Cornaro) - Gianlorenzo Bernini (1647-1651 periodo di lavoro di tutta la cappella)...la foto non rende giustizia al complesso statuario...




particolare del Ratto di Proserpina - Gianlorenzo Bernini (1621-22) ... ogni commento è superfluo




Interno della cupola della chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza (Roma) - Francesco Borromini (1643-1652/1660)




Et in Arcadia Ego - Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (1618-22)...
"Anche io nell' Arcadia" solitamente interpretata "Anch'io sono in Arcadia" o ancora "La persona sepolta in questa tomba è vissuta in Arcadia"...un altro memento mori...?
Qui un'interessante teoria - di Franco Baldini (che non è questo Franco Baldini) - sul vero significato del dipinto, una lettura degna di nota che non si ferma alle scritture degli accademici e va oltre le solite teorie della cospirazione alla Dan Brown.

I pastori di Arcadia - Nicolas Poussin (1640)
E anche per questo dipinto Franco Baldini dà la sua lettura e chiude, a quanto pare, il cerchio.


i quattro filosofi - Pieter Paul Rubens (1612) ... Juste Lipse, Jan Woverious, Rubens e il fratello Philipp...due morti e due vivi, come i tulipani (aperti- vivi / chiusi - morti, ma vivi nel ricordo dei vivi) vicino al busto di Seneca...



La ronda di notte - Harmenszoon van Rijn Rembrandt (1642) ... che poi si è scoperta essere una ronda di giorno



Venere e Cupido - Diego Velzquez (1651)... l'unico nudo sopravvissuto della produzione pittorica di Velazquez in cui ritrae il probabile motivo del ritardo con cui tornò in patria nell'estate del 1651, l'amante Flaminia Triva (in dolce attesa)




MEMENTO MORI ... ricordati che dev morire! toccatina di rito...





Palazzo Carignano a Torino - Guarino Guarini (1679) ... per me un perfetto sconosciuto!





Santuario di Vicoforte - il progetto di Ascanio Vitozzi (1596) - la cupola ellittica di Francesco Gallo (un periodo indefinito del Settecento) ... altri due emeriti sconosciuti...



Sto abbandonando di nuovo il blog al suo destino...

Domani ho il pre-esame di storia dell'arte e non so un cavolo e tra nemmeno una settimana ho 8 esami...sigh...

lunedì 14 aprile 2008

Parabola sulla cattiveria umana


Lunedì 14 aprile, secondo e ultimo giorno "elettorale".

Ieri abbiamo chiuso definitivamente Mostr4: abbiamo tirato fino alle 20 inoltrate e abbiamo sbaraccato... Giornate ricche di soddisfazione per noi: 4 ragazze che per 9 giorni hanno vestito il ruolo di "artiste". Ma non voglio parlare oggi della nostra microscopica e insignificante esperienza nel mondo dell'arte, quanto piuttosto di alcune vicende successe in nome di questo mondo, due espressioni artistiche totalmente diverse nelle modalità e nei finali, ugualmente tristi se vogliamo.


Due artisti, uno costaricano e una milanese, un maschio e una femmina, un 50enne e una 33enne.

Guillermo Habacuc Vargas è il 50enne costaricano ma mi riesce difficile definirlo un artista (e se verrà ritenuto tale dai posteri comincerò a vergognarmi da subito di voler entrare nella categoria). Il suo messaggio: sei quel che leggi/vedi/fai; condanniamo la triste fine che attende i cani randagi nel Costarica (e nel mondo). Ok, il messaggio che voleva trasmettere avrebbe ottenuto tutto il mio (se può contare qualcosa) appoggio morale...Se non fosse per un piccolo particolare: per denunciare un crimine ne ha compiuto uno due volte peggio, ha "ucciso" un cane facendolo morire di stenti legato a una catena in una Biennale (di cui qui non avrete nessuna foto, non amo certi spettacoli crudeli).


Pippa Bacca (Giuseppina Pasqualino) invece è la milanese 33enne, anch'essa artista performer nipote del discusso Piero Manzoni (proprio quello della merda d'artista).

Il suo messaggio era effettivamente di pace: Brides on tour, questo il nome della lunga performance iniziata l'8 marzo (foto). Assieme all'amica Silvia Moro, avrebbero visitato quei paesi del Mediterraneo che sono stati scolvolti da guerre recenti e non sempre completamente sedate. Non normali viaggiatrici ma spose "vestite per un matrimonio che forse è già avvenuto o che non avverrà o forse è rappresentato dal viaggio stesso" (da flickr.com). Esplorare paesi e raccogliere materiale-documentario fino a Gerusalemme, pare tutto, o quasi tutto, in autostop. Pippa si fida della gente, crede fermamente nella bontà delle persone e nel suo credo "se fai del bene non puoi che ricevere altro bene". Ma nel suo tragitto ha incontrato un mostro che l'ha uccisa (e non parlo delle modalità...leggetevi i giornali...come ho già detto, non amo certi spettacoli).


Ora, queste due storie sottolineano che il nostro è un mondo di merda. Perchè?

Prendiamo il caso di Vargas: Nativity, questo il nome della povera bestia, è stato ucciso da un sedicente artista che effettivamente potrebbe avere qualsiasi problema mentale (così evidentemente non è, ma "all'epoca" quando è accaduto il fatto -2007- potevano esserci dubbi a riguardo)...ma la gente che ha visitato la mostra, una biennale (e mica balle), come ha potuto rimanere impassibile di fronte a questo atto di crudeltà estrema e senza fini (ma come?! per denunciare la fine dei randagi ne torturi uno?? ovvio...allora violentiamo un bambino in diretta tv per denunciare la pedofilia...non fa una piega...), NON AVERE CORAGGIO DI FARE QUALCOSA!? Impassibili di fronte a tanta cattiveria...

E Pippa che si è lanciata in questa impresa, forse avventatamente, ma chi siamo noi per giudicare una persona comuque coraggiosa? Non è tanto l'assassino (un criminale rimane criminale) ma quelli che hanno tempestato il suo blog di frasi come "non aveva niente da fare" o "se l'è cercata" mancando di rispetto alla famiglia - ad esempio.


Pippa ha fallito perchè questo è un mondo di merda e per lo stesso motivo Vargas rappresenterà il Centramerica. Complimenti...


il blog oggi è verde in onore del coraggio di Pippa...

sabato 1 marzo 2008

Audrey Kawasaki: una giapponese dell'Alabama


E come primo post di Marzo parliamo di Arte....sì, quella con la A maiuscola.


E' un'artista, è donna, è giovane (ma non troppo) ed è metà giapponese e americana: è Audrey Kawasaki. Audrey come la bellissima ed elegantissima Hepburn e Kawasaki come la grande casa motociclistica (e non) o come la città nella prefettura di Kanagawa (le cui coste furono battute dall'Onda di Hokusai).
Prima di questa splendida venticinquenne dell'Alabama eravamo arci convinti che l'erede artistico di quel narcisista di Gustave Klimt fosse l'ancor più narcisista (e troppo espressionista)Egon Schiele. Ci sbagliavamo. La vera Klimt's successor è proprio lei, Audrey Kawasaki.
Ha raccolto e interiorizzato le linee a frusta e serpentine dell'austriaco e le ha riprodotte su pannelli di legno reinventando un genere ormai morto. Perchè in effetti, non si può parlare più di art nouveau, che di nouveau ormai non ha più nulla.

Audrey disegna le sue ninfe bambine/donne su supporti privi del classico fondo bianco o colorato e sfrutta le vene del legno. La tecnica preferita è l'olio ma non disdegna gessi e matite colorate. Tecniche evanescenti per la sensualità travestita da innocenza.
Sfogliando i cataloghi o visitando il sito (che vi consiglio a fine articolo) trovate donne con il viso di bambine o bambine troppo sviluppate guardarvi ammicanti, quasi sfacciate e animali, vivi e morti e teschi (come il sopracitato Klimt) e citazioni manga...quasi hentai. Perchè non è solo Klimt e tutto l'art nouveau/jugendstill ad aver ispirato l'eccezionale Audrey ma anche il fumetto della sua terra natale, quello sempre e troppo criticato da spocchiosi pseudo artisti-fumettari europei che credono di essere gli unici a poter fare fumetti (cani!).


L'opera della Kawasaki rispolvera l'importanza della tecnica e dell'impegno nel disegno, quasi a manifestare che il bel disegno, il figurativo non è assolutamente morto, e nemmeno la cosiddetta traditional art, fatta di supporti fisici (e pesanti), grandi formati e colori materici. Chi era stanco di tutta questa pixel e digital art non può che brindare alla sua salute! Una ragazza che riprende i vecchi insegnamenti e comincia le sue opere su enormi spolvero per poi ricomporre le idee sui pannelli e ottenere una linea sottile, pulita; una che tiene il poster dello scheletro umano sopra il comodino, quasi a ricordare che è solo con lo studio dell'anatomia che possiamo raggiungere dei risultati decenti in fatto di elaborazione della figura umana...anche se dubito che senza il suo talento si possa arrivare al suo risultato...e anche se fosse, ormai è troppo tardi, c'è già lei!

Che poi le sue belle testoline ansimanti e sessuali (molto saffiche) abbiamo troppo da dividere con la decorazione, questo è un altro discorso. Del resto si rifà a un'arte che era propriamente decorazione e solo in un secondo momento ci si accorgeva che c'era anche un livello di comunicazione (molto ermetico) dietro, sulla caducità della vita, sulla vanità e la morte, eros e thanatos. Un'arte molto democratica in fin dei conti: mette d'accordo chi va al museo cercando un messaggio e chi invece cerca solo un bel pezzo di legno da esporre soddisfatto nel tinello di casa. Noi, che dell'arte invece ci frega qualcosa, vogliamo cercare il significato dell'opera Kawasaki. Qui troviamo forse la stessa critica alla bellezza, troppo fragile per contare qualcosa, evanescente come i colori su una tavola di legno. La contrapposizione tra l'anima innocente e quella di una esplosiva bomba sessuale è forse una critica alla società giapponese, che fa del complesso di lolita quasi un baluardo (limite troppo sottile per non sforare nella deprecabile pedofilia)? Queste adolescenti prosperose intente in rapporti inequivocabilmente saffici sono forse uno sforzo di lotta per i diritti della lesbica? o forse condannano lo sguardo animalesco dell'uomo che considera la donna il suo giocattolo sessuale? E i teschi o gli scheletri, e gli insetti, vogliono sottolineare la caducità della vita, come una sorta di Memento Mori? Congetture! Solo stupide congetture... ma noi sappiamo bene che l'arte è fatta anche di questo.

Che voglia significare questo o quello, faccio i miei più sentiti auguri (anche se non ne ha bisogno ormai) a questa klimtiana ragazza di cui mi sento già una fan! e ringrazio la mia amichetta Momokorino-chan per aver suscitat in me la curiosità! Grazie Momo-chan

E vi invito tutti a visitare il suo sito http://www.audrey-kawasaki.com/

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