Da troppi anni ormai è divenuta norma l'equazione manifestazione = tafferugli, soprattutto quando a manifestare sono gli studenti. Anche in questo caso, tg e giornali hanno dato notizia di scontri tra manifestanti e forze dell'ordine.
Per la cronaca, affidatevi a qualsiasi motore di ricerca.
Leggendo un articolo ho elaborato diversi pensieri. Sgomento a parte, soprattutto nel vedere scene che poco hanno di edificante (anche per quelle forze che in teoria dovrebbero esistere per salvaguardare la nostra sicurezza e non causa del contrario), ho pensato molto all'idea che oggi si ha della manifestazione.
Qualche anno fa, ho partecipato a diverse proteste e già allora mi domandavo "ha senso fare un corteo scortato?". Lo scopo della manifestazione è quello di esporre in maniera plateale un dissenso, che può essere politico e/o sociale, mettere quindi in risalto e alla pubblica attenzione una problematica, un disagio.
La maggior parte delle manifestazioni in Italia sono organizzate come cortei: si parte da un punto di raccolta e si arriva ad un altro. Ogni mossa della manifestazione non può essere improvvisata ma deve essere premeditata e concordata con le autorità. Questo che vi linko è un esempio di modulo da compilare e spedire in questura per avere il permesso di organizzare un evento, soprattutto se si tratta di una manifestazione di protesta. Soprattutto se si tratta di una contestazione pubblica dei poteri forti.
Lo Stato non vuole disordini quindi regolamenta questo tipo di manifestazione (come tutti gli altri tipi). Vuole nomi e cognomi degli organizzatori, vuole definire dei limiti sul tragitto, deve dire la sua sulla possibilità che certe manifestazioni avvengano o no. Tutto questo è oggetto di leggi.
Teniamo a mente, ancora una volta, lo scopo di una manifestazione: esprimere un'opinione, evidenziare un disagio cercando di raggiungere più persone possibile e, magari, avere un dialogo con le Istituzioni (che spesso sono causa di questo disagio o comunque detengono il potere di eliminarlo o almeno diminuirlo). Quando questo scopo non viene raggiunto? Quando la manifestazione perde la sua Ragion d'Essere? Quando viene organizzato come una sfilata. Qui puoi andare, qui no. E fin troppo spesso, i luoghi che non possono essere toccati sono proprio le sedi delle Istituzioni, che rimangono quindi sorde alle proteste.
Addio dialogo, addio confronto.
Sull'articolo che vi ho linkato, viene evidenziato come in tutti i punti dove ci sono stati dei disordini e degli scontri è perché il corteo ha deciso di deviare dal tragitto concordato per raggiungere dei luoghi considerati off limits. Nel caso di Torino, cito l'articolo, si parla addirittura di "corteo selvaggio".
Perché rischiare le botte e le cariche della polizia? Perché non accontentarsi semplicemente della possibilità di poter manifestare? Io credo che sia perché le persone sono stanche di essere prese in giro! Perché non vogliono più sentirsi ospiti a casa propria! Perché non vogliono più sentirsi sudditi di una classe politica che non fa altro che mancare di rispetto al popolo che l'ha eletta!
Ogni cittadino ha il potere di cambiare le cose in base a come usa il voto, dicono. Quello che non dicono però è cosa deve fare un cittadino quando viene truffato da chi viene eletto. Il diritto al pensiero e alla parola è sancito dalla nostra Costituzione, quindi dovrebbe essere tutelato anche il diritto di critica e dissenso. Ma quando possiamo esercitarlo, se non nelle manifestazioni pubbliche? E come possiamo farlo se non ce lo lasciano fare in modo diretto ed efficace?
Comincio a capire il gesto simbolico del rogo delle schede elettorali (facsimile) da parte di alcuni ragazzi a Palermo. "Non ci rappresenta nessuno", dicevano...


5 commenti:
Temo sia una questione di banale tecnica - ovvero le forze di sicurezza sono lì per difendere tutti, ivi compresi i proprietari di vetrine ed autoimobili ed l'azienda rifiuti sui suoi cassonetti, oltre che chi manifesta.
E di infiltrati che approfittano di un corteo per 'fare casinbi', tirare bulloni o sassi, eccetera non sono una novità, quan do i cortei sono organizzati da entità 'liquide', conglomerati di sigle e gruppetti.
Per dire, i cortei sindacali, una volta avevano un servizio d'ordine ferreo, se volevi far casini ti pigliavano LORO, non la polizia, a randellate.
Ed ecco che, il percorso 'chiuso' è una necessità, esattamente come lo è per gli ultras che vanno allo stadio.
Se esci dal giro, automaticamente scatta la reazione: perchè giustamente i poiliziotti non si possono/devono/vogliono pigliare la responsabilità di lasciare fare e intervenire poi DOPO, quando le auto bruciano.
Non è cattiveria, non è politica: è banale lavoro.
Una mandria si gestisce così, un corteo di protesta si gestisce così.
Non prendere il mio post come un attacco alle forze dell'ordine e capisco il perché del metodo di gestione. Continuo però a sostenere che una protesta in queste vesti non sortisce l'effetto che merita: i cittadini comuni continueranno ad essere infastiditi dal blocco momentaneo del traffico, la maggioranza volterà le spalle e il messaggio cadrà nel vuoto. Tanto meglio non farle certe manifestazioni! Soprattutto se ogni volta ci sono questi "infiltrati" (di cui nessuno si è mai preso la briga di scoprire chi siano...li chiamano black bloc ma credo che la verità sia un'altra, molto più scomoda da raccontare...G8 docet) che rovinano tutto.
E' deprimente che si venga considerati alla stregua di quattro (che purtroppo 4 non sono) squilibrati che perdono il senno per una partita di calcio ma purtroppo è questa la realtà...
...ah, tra l'altro pare che in questo frangente ci siano stati solo alcuni sporadici casi di lancio di uova e fumogeni...
Uova, fumogeni e tentativo di avvicinarsi a sedi istituzionali.
Comunque, se la domanda base è 'cosa serve una sfilata ordinata?' il risultato si vede.
Se si fa una sfilata ordinata, si deve essere in tanti per avere uno spazio nsui giornali.
Se si fa casino, si finisce si sui giornali - come 'teppisti drogati e comunisti' (come diceva Alfio Muschio, il nero bergamasco interpretato da Bebo Storti a Mai Dire Gol)
Esiste una terza via?
Una via per fare legalmente sensazione?
E poi basta fare sensazione?
non so. Non credo
credo sia più che dovuto il volersi avvicinare a sedi istituzionali... Dovrebbe essere un diritto anche quello, del confronto intendo! E non dirmi che sono violenti...il confronto viene negato in ogni caso, anche se dalla parte dei manifestanti ci fossero intenzioni costruttive!
Non è fare sensazione fine a sé stessa ma voler sollevare una questione importante di carattere sociale e politico! Le istituzioni sono lì dove sono perché qualcuno ce le ha messe, gusto? Sono state elette dagli elettori, giusto? E perché non dovrebbero rendere conto a questi elettori? Perché siamo infinitamente muti noi e sordi loro?? Non stiamo parlando di alcuni esagitati che non hanno niente da fare ma di persone che vogliono esprimere il proprio dissenso e pretendono di essere ascoltati. Perché dovrebbe essere un loro, anzi, un NOSTRO diritto!
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