lunedì 23 gennaio 2012

Un pezzo di cuore


Credo sia passata un'ora da quando sei uscita dalla porta, avvolta tra braccia che non sono le mie.
Ho ancora impressa negli occhi la tua espressione e mi sento morire. Ancora.

Avevo più o meno 10 anni, in età da comunione, quando sei entrata nella mia vita e tu avevi poco più di tre mesi. Ti avevano portata dentro quello scatolone: quando ho sollevato l'aletta, tua sorella mi aveva soffiato ed è per questo che scelsi di tenere te. Eri un batuffolo di pelo bianco e rossiccio e due occhioni grandi grandi.
Sei stata la mia compagna di giochi, sapevi di me cose che forse persino io ignoro. Non ho passato tanto tempo con nessun altro bipede o quadrupede quanto con te.
Non mi ha mai particolarmente interessato che non parlassi la mia lingua: chi ci ha viste insieme sa che io e te comunicavamo ugualmente e tranquillamente ci capivamo. Eri la mia amica, il braccio destro a quattro zampe, la confidente... non eri semplicemente un animale domestico! E anche quando mi facevi i dispetti, sapevi sempre come farti perdonare.
Mi viene in mente quella volta, terribile, in cui sei scappata: non abitavamo più in mezzo ai campi e ho davvero temuto di vederti schiacciata da qualche macchina. Ti ho cercata per una settimana intera e stavo per perdere le speranze. Eppure ci siamo ritrovate. Me lo ricordo ancora sai? La gente non ci crederà ma io so cosa ho visto...anzi, sentito! So che mi stavi chiamando, so che mi stavi cercando come io cercavo te. Tu urlavi "Miao, Miaaao!!" ma io sentivo solo "Tirami fuori di qui e portami a casa!!".
Mi accorgo di cercarti con lo sguardo persino adesso e chissà ancora per quanto lo farò.
Ma tu non ci sei già più, né qui né in nessun altro luogo.
Non tornerai più da me, non mi chiamerai più.
Io e te per 15 anni e adesso che sei andata via per sempre mi sento come se avessi perso la strada di casa. Chissà se eri arrabbiata con me? Chissà se ti sei sentita abbandonata? Ti posso assicurare però che, nonostante mi sia trasferita da un'altra parte, non ho mai smesso di pensarti e cercavo di venirti a trovare più che potevo. In questi ultimi due giorni sapevo a cosa andavi incontro e spero di esserti stata vicino, di averti trasmesso tutto l'affetto immenso che provo per te e che proverò sempre. Spero soprattutto che tu non abbia dovuto provare paura.

C'è chi crede che sia sbagliato dare tanto ad un animale, che sia strano piangerne la scomparsa. "E' solo un gatto. Non è mica un tuo parente!" dicono. Io credo che queste persone non abbiano mai avuto la fortuna di essere stati amici di un gatto o di un cane (o di qualsiasi altro esponente di razza diversa da quella umana). Mi interessa poco se domani troverò chi mi criticherà per il mio dolore: chi mi ama sa quanto io amavo te e quanto male mi provoca non averti più al mio fianco. Per quanto mi riguarda, tutte le altre persone possono continuare a dare fiato alla bocca.

Mi manchi già tantissimo, ma ci dobbiamo salutare... da adesso la vita sarà un pò più dura senza di te.

Ti voglio bene Micia
la tua triste amica Rossella

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi spiace,ti sono vicina..Io abito in campagna e ho sofferto molto quando il mio gattino dopo 4 anni è scappato senza più tornare:-( gli animali hanno un'anima esattamente come noi,io lo credo fermamente!
Mvg

Mistress Ashura ha detto...

Grazie cara.
Sono ancora stordita, non riesco a capacitarmene... però purtroppo devo farmene una ragione e andare avanti, come succede sempre in questi casi.

Storm ha detto...

direi che non potrò scrivere parole migliori quando toccherà alla mia luna salutarmi.
ma come dicono i nativi americani "ci incontreremo e parleremo di nuovo insieme."

Mistress Ashura ha detto...

A volte mi sveglio e penso che sia tutto un incubo, che andando da mia mamma mi correrà ancora incontro, chiedendo a gran voce mangiare e coccole... è davvero brutto ma del resto così è la vita... Alla fine, semplicemente, si reagisce alla morte con l'indifferenza: non ci si pensa, si cercano di evitare pensieri tipo "non la/lo vedrò mai più" o sensi di colpa (dei più vari). E non centra nulla il discorso fede/non fede: io credo che anche quelli che possono godere di una fede incrollabile (su questo o quel dio o sull'universo), si trovano a fare i conti con la propria impotenza nei confronti della morte. Si può solo sopravvivere.. anzi, si deve sopravvivere.

Un bacio grande <3

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