Immagine da Vita di MammaHo preferito aspettare prima di parlare del referendum (un pò per mancanza di tempo, un pò con coscienza), anche perché, almeno qui nella rete se n'è parlato anche troppo.
La cosa che mi ha regalato questa nuova esperienza di voto è stata la sensazione della necessità di dover fare il mio dovere recandomi alle urne.
Già, il mio dovere... ho sempre considerato andare a votare un dovere, anche se , a volte (lo ammetto) lo sconforto per la mancanza di fiducia nella classe politica odierna mi ha fatto pensare che fosse meglio rimanermene a casa. Mai fatto da quando ho questo diritto. Già, perché oltre ad essere un dovere è anche un diritto.
Ecco, queste dovrebbero essere ovvietà. Ma purtroppo ancora non lo sono.
Credo che si debba distinguere i casi in cui votare dovrebbe essere considerata una necessità impellente. Credo sia doveroso distinguere, per esempio, tra le elezioni e i referendum per un semplice motivo: nel primo l'opinione del singolo cittadino a un peso relativo, mentre nel secondo è l'opinione stessa ad essere il fulcro della votazione.
Se alle amministrative, ad esempio, voglio giallo in realtà devo votare una coalizione al cui interno ci sia Giallo ma non è detto che Giallo poi sia eletto, anche in caso di vittoria delle elezioni... E' un pò come quelle scatole-sorpresa al cui interno non sai mai bene cosa puoi trovare.
Ma nel referendum, dal momento che poni una croce sul foglio, esprimi un'opinione ben precisa! Io credo sia fondamentale per la democrazia il referendum perché nel nostro sistema di voto è l'unica occasione che abbiamo per esprimere davvero ciò che pensiamo, senza tanti giri di parole.
Ecco perché non sopporto chi grida all'astensionismo! Credo sia una malattia della democrazia questa storia del quorum... Insomma, in tutti i referendum hai due scelte, non ne hai una sola.. non puoi pensare di non andare a votare "perché così non vince il sì/no"... Cazzo, alza il culo dalla poltrona e vai a votare!! Se tutti noi andassimo ad esercitare quello che è un nostro preciso diritto ma anche e soprattutto un dovere, non staremmo qui a parlare di astensione, né di quorum ma dell'effettiva opinione del popolo!
Purtroppo in Italia succede sempre, a prescindere da quale sia l'oggetto...c'è sempre qualcuno (elettore) che crede sia la scelta migliore non andare a votare e c'è sempre qualcuno (politico, a prescindere dal colore) che proclama l'astensione come un "diritto". Il problema è che, nella maggioranza dei casi, l'astensione non viene usata perché non si sa da che parte stare o perché si è indecisi ma per non far passare il referendum! E' questa la malattia!
E ogni volta che sento un politico gridare all'astensione quando si tratta di referendum non posso fare altro che demoralizzarmi ancora di più e perdere per l'ennesima volta fiducia in questa classe politica, vecchia e lontana dal Paese...
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